Unipol Arena – Casalecchio di Reno (BO)
26 Ottobre 2026
Report di Daniele Follero
17 Giugno 2025. Al Sequoie Music Park va in scena il trionfo dei Fontaines D.C. La percezione che, dopo l’uscita di Romance, le cose stessero cambiando per la band di Dublino, si è concretizzata in un sold out raggiunto in largo anticipo. A conti fatti e considerato il numero di richieste, anche una seconda data sarebbe andata esaurita. Con il senno di poi, il bagno di folla di quella sera (https://www.rockerilla.com/fontaines-d-c-a-bologna-il-report/), per Grian Chatten e soci, era solo l’antipasto: il successo della band si stava velocemente dilatando.
Meno di un anno e mezzo dopo, i Fontaines tornano a Bologna per l’unica data italiana del 2026 (saranno a Roma e Milano il prossimo giugno) e, manco a dirlo, incassano un nuovo sold-out senza se e senza ma. Stavolta, però, si tratta dell’Unipol Arena, una location ben più capiente. E, anche in questo caso, il tutto esaurito era nell’aria da tempo, vista l’ ottima accoglienza dell’ultimo album Dopamine Chambers, di freschissima pubblicazione.
Che piaccia o no, il combo irlandese, spogliatosi completamente dell’attitudine post-punk degli esordi, virando verso sonorità synth pop in bilico tra in tra il presente e un passato che sa di Cure, Smiths e Depeche Mode, in una manciata di anni ha allargato a dismisura il suo pubblico.
Coreografie minimali che risaltano i colori primari. La stanza della dopamina in cui ci ospitano i Fontaines D.C. è semplice e accomodante. Peccato soltanto per un volume eccessivamente alto che, nel complesso, fa rimpiangere l’equilibrata acustica del Sequoie. Il resto lo fanno i circa 14.000 presenti, euforici e storditi, in perfetta sintonia con il contesto.
I musicisti arrivano sul palco alle 21 sulle note, spiazzanti, di Se telefonando. La voce di Mina riempie il palazzetto in un’atmosfera surreale, interrotta dalle parole del cantante che sussurra <<bella voce!>> prima che la band attacchi con l’ipnotica Tongue.
Non c’è spazio per le chiacchiere. La musica è protagonista assoluta e Chatten domina la scena trasformandosi in un animale da palcoscenico atipico, chiuso e riflessivo, ma perfettamente a suo agio. Si rivolge poco ai fan, preferendo le melodie alle parole, ma ferma subito la musica, premuroso, quando si accorge che una persona tra la folla si è sentita male. Certo, la sua voce, sempre in bilico tra le note, a metà tra John Lydon e Liam Gallagher, è tutt’altro che strepitosa, soprattutto nel registro grave, ma poco importa quando il grande carisma riesce perfino a valorizzarle, le imperfezioni.
Quando i pesanti sintetizzatori lasciano il posto al riff di Here’s the Thing e all’ incandescente Nabokov, sembra di essere su una sorta di montagne russe emozionali.
Se nella precedente venue bolognese, gli estimatori dei primi due album del gruppo avevano dovuto accontentarsi delle briciole, stavolta di quel passato non resta quasi nulla, eccetto Boys in the Better Land e A Hero’s Death, tra i momenti più belli dell’intera performance. Ricordi ormai lontani, in cui il pubblico si riconosce sempre meno. Un pubblico per la maggior parte nuovo, che si esalta con hit come Marianne e In the Modern World, trovando la sua dopamina nell’indie rock di Death Kink, nei delicati riff power pop di Roman Holiday e Favourite e nelle sonorità (new) new wave di Mimesis.
Il finale, come era successo al Sequoie, riesce a mettere d’accordo tutti. Starburster è irresistibile e trasforma l’Unipol Arena in un’enorme onda in movimento, dagli spalti al parterre. Ma non è finita.
Resta il tempo per un lungo bis di quattro brani, quasi interamente dedicato a Dopamine Chamber, con l’eccezione di I Love You, vero e proprio abbraccio al pubblico bolognese prima della chiusura, con una Where Is Gone? che dimostra di non aver bisogno della presenza di Rosalìa per trasmettere il suo fascino decadente (a proposito, non ricorda il Nick Cave delle Murder Ballads?). Per i Fontaines D.C. è arrivato il momento della verità, quello del confronto con il pubblico di massa. Buona fortuna.
Setlist:
Tongue
Here’s the Thing
Nabokov
Boys in the Better Land
Marianne
Jackie Down the Line
You Miss Me
Roman Holiday
A Hero’s Death
In the Modern World
Happy for You
Big Shot
Death Kink
Mimesis
Bug
Favourite
Starburster
Encore:
Japan
Six Shot Morning
I Love You
Where Is Gone?