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Wolves In The Throne Room
Wolves In The Throne Room

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Wolves In The Throne Room

In tour a supporto del loro sesto full-length Thrice Woven, gli americani di Olympia (WA) Wolves In The Throne Room partono alla riscossa con l’ennesimo tour europeo che colpisce ben ventotto città con dei meritati sold-out, come nel caso del concerto di questa sera a Londra. Il locale scelto per l’occasione è l’Heaven, conosciuto come una delle discoteche più gettonate della West-End e solo recentemente adibito a concerti di questo calibro, come quello recente dei Solstafir (http://www.rockerilla.com/solstafir-myrkur/). Le pareti di mattoni massicci, le luci soffuse e il setting che ricorda i bassifondi di una fortezza, si adattano alla perfezione al sound dei due gruppi previsti in serata. In apertura, i francesi di Grenoble Aluk Todolo eseguono un set sublime, interamente strumentale, che trasporta il pubblico in una dimensione eterea. Il loro rock dai timbri occulti è contaminato spesso e volentieri da attacchi black, infiammati dai riff carichi di veemenza sparati con velocità infernale. L’atmosfera è impenetrabile: non appena arriva il turno degli headliner, tra nubi di incenso e luci soffuse è difficile vedere oltre le silhouette dei membri mentre si appostano sul palco. Il tutto ha un effetto di magia impalpabile: alle note fulminee di Born From the Serpent’s Eye, 9 minuti abbondanti di puro oblio black sparati all’inizio del loro set idilliaco, il pubblico si scatena, in preda a emozioni incontrollabili. I due brani che seguono, Dea Artio e Vastness and Sorrow che rivisita i territori del passato di Two Hunters (uscito nel 2007), danno alla set-list un tocco di classe in materia, un black massiccio e corposo ma al contempo ricco di parti melodiche e sorretto da un mood malinconico. I Wolves In The Throne Room non mancano di inserire anche parti più lente, arrivando a sfiorare territori doom cupi e oscuri come in Prayer Of Transformation. I Will Lay Down My Bones Among The Rocks And Roots conclude un set che verrà sicuramente ricordato come uno dei più memorabili dell’anno.

Londra | 30 Novembre | Heaven

Fabiola Santini (testo e foto)

 

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