La grande fotografa francese Dominique Issermann firma il manifesto del festival, che celebra i 30 anni del crollo del Muro di Berlino
Nato alla vigilia della caduta del Muro di Berlino, il Trieste Film Festival è il primo e più importante appuntamento italiano con il cinema dell’Europa centro orientale: da trent’anni un osservatorio privilegiato su cinematografie e autori spesso poco noti – se non addirittura sconosciuti – al pubblico italiano, e più in generale a quello “occidentale”.
Nasce da questo intreccio la scelta di un manifesto capace di sintetizzare entrambi i festeggiamenti: una foto scattata dalla grande Dominique Issermann in una pausa di lavorazione di Possession, il film di Andrzej Żuławski girato a Berlino nell’estate del 1980. Uno scatto che ritrae la protagonista Isabelle Adjani mentre salta la corda, proprio accanto al Muro.
Accanto al manifesto ufficiale, l’anniversario del crollo Muro sarà al centro di una breve ed eccentrica retrospettiva come anticipato dai due direttori artistici del festival Fabrizio Grosoli e Nicoletta Romeo:
[eltd_blockquote text=”…4 i titoli in programma: Uno, due, tre! di Billy Wilder (1961), realizzato a Berlino proprio nell’estate in cui il Muro fu eretto; Totò e Peppino divisi a Berlino di Giorgio Bianchi (1962), “instant comedy” scritta da Age e Scarpelli con le scene del muro ricostruite all’ippodromo di Tor di Valle di Roma; il documentario candidato all’Oscar Rabbit à la Berlin di Bartosz Konopka (2009), che racconta la vita quotidiana della Berlino del muro attraverso gli occhi della colonia di leprotti che per decenni abitò la striscia della ‘no zone’; e naturalmente Possession di Andrzej Żuławski (1981), potente e orrorifica metafora del male nell’uomo e nella società contemporanea” title_tag=”h2″ width=””]
- TRIESTE FILM FESTIVAL
18-25 gennaio 2019
www.triestefilmfestival.it
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