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PRETTY THINGS

A Torino esiste ancora una sala da ballo – perché così si chiamavano allora – degli anni ‘60 e a tutt’oggi adibita a locale da ballo e da concerti. Non solo è una struttura originale dellìepoca, ma si tratta di un’opera architettonica unica, realizzata tra il 1959 e il 1960 dal geniale architetto torinese Carlo Mollino. Il locale molto ampio ed elegante, è un fiorire di luci e colori, con maioliche decorate che ricoprono le pareti, luci colorate che pendono dall’alto soffitto, sedie variopinte che si alternano a comode poltroncine, specchi rilucenti, scale sinuose e balconate in ferro battuto. Insomma, è un tripudio di straordinarie soluzioni architettoniche che, in quanto edificio soggetto a tutela, sono rimaste pressoché invariate da quando, nel novembre del 1960, il Le Roi-Lutrario fu inaugurato.

La premessa era necessaria per rendere l’idea del contesto eccezionale nel quale si è tenuto, martedì 5 dicembre, il concerto dei Pretty Things, una delle band inglesi più significative dei 60’s, preceduto dall’esibizione di alcuni gruppi italiani in rappresentanza del beat torinese e non solo. Per chi ama la musica e la cultura degli anni ‘60, ma per ragioni anagrafiche non ha potuto viverli direttamente, è stata davvero una grande emozione partecipare a quel concerto in quella sala, e, infatti, si respirava un clima di euforia generale che ci ha fatto ritornare per una sera nell’atmosfera tipica dei 60’s. I Pretty Things hanno suonato uno dei live set migliori degli ultimi tempi, tra i diversi a cui ho avuto modo di assistere negli ultimi anni tra Italia e Inghilterra, regalando due ore di concerto tiratissimo, nonostante i due componenti della formazione originaria rimasti siano ormai ultrasettantenni.

I Pretty Things nascono nel 1963 quando il chitarrista Dick Taylor lascia i Rolling Stones che lui stesso aveva fondato con Mick Jagger e Keith Richards. Dick dalla metà degli anni ‘50 suonava con Mick in una band chiamata Boy Blue & The Blue Boys e aveva frequentato la scuola d’arte Sidcap School, con Keith Richards. Erano tre amici che condividevano la passione per il blues. Poi era arrivato anche Brian Jones, che i tre insieme avevano visto suonare con gli Alexis Korner’s Blues Incorporated all’Ealing Club, e coinvolto nel progetto del nuovo gruppo. Al debutto degli Stones al Marquee Club di Londra, il 12 luglio 1962, Dick Taylor era ancora presente nella formazione che salì sul palco, ma subito dopo decise di lasciare la band perché voleva continuare gli studi d’arte. In realtà, di lì a poco avrebbe formato i Pretty Things con Phil May, un altro amico comune degli Stones e dei tempi della Sidcap School alla voce, Brian Pendleton alla chitarra ritmica, John Stax al basso e poi Pete Kitley alla batteria. I Pretty Things, proprio come gli Stones, erano considerati ribelli e provocatori e spesso banditi dai locali per il loro atteggiamento, per i testi delle canzoni e anche per il look, a cominciare dai lunghissimi capelli di Phil May.

Oggi della formazione originaria dei Pretty Things rimangono Dick Taylor e Phil May, ma i nuovi membri, ormai gli stessi da molti anni (Frank Holland alla chitarra, Jack Greenwood alla batteria, George Woosey al basso), sono anche loro grandi musicisti e il gruppo continua a mantenere quel suono così puro e tipicamente 60’s che li ha sempre contraddistinti.

La scaletta dei concerti è ogni volta una carrellata sui loro principali successi e sui brani più amati dai fans, in cui non mancano mai canzoni quali Defecting Grey, L.S.D., I See You, She Says Good Morning, S.F. Sorrow Is Born, con ampia selezione dall’album S.F. Sorrow, considerato la prima opera rock. Nel concerto torinese si è aggiunto un meraviglioso tributo a Robert Johnson, leggenda del blues, e quindi un ritorno a quella musica che aveva fatto da collante tra Taylor, Jagger e Richards, e poi anche tra i membri originali dei Pretty Things. Poter vedere e sentire l’incredibile chitarra di Dick Taylor e la bella voce di Phil May è sempre un’esperienza emozionante.

Inoltre, a supportare la grande band inglese, in apertura di serata, si sono avvicendati sul palco gruppi di culto del beat italiano anni ‘60, quali i Ragazzi del Sole, le Ombre, i Cocks, gli Apaches, i Volti ‘70 e i Rokes con Bobby Posner.

Lo scorso 5 dicembre la sala del Le Roi, gremitissima di pubblico di ogni età, ha ospitato un evento indimenticabile che rimarrà nella storia musicale di Torino

Rossana Morriello

Torino  | 5 dicembre  | Le Roi

 

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