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GOLDFRAPP

Tales Of Us

Mute

Prima di entrare nei dettagli di questo nuovo e sesto parto degli istrionici Goldfrapp, anticipiamo immediatamente che si tratta del disco che sancisce la definitiva spartizione in due metà opposte del loro sound: quella malinconico-sensuale e quella elettro-provocatoria. Inutile continuare a sorprendersi dei salti a piè pari che da anni ci propongono, in quanto essi avvengono esclusivamente fra i suddetti mondi sonori, da considerarsi come due anime musicali di equivalente importanza per Will e Allison. Discutibile è la differenza di valore artistico delle stesse, e chi scrive non può nascondere di aver sempre trovato decisamente superiore la prima alla seconda: il fatto che Tales Of Us vi si collochi non può dunque che farlo partire con un credito in più. L’ideale seguito di Seventh Tree riduce ulteriormente l’elettronica ai minimi termini, aumentando contemporaneamente il carattere malinconico e le venature folk delle canzoni che viaggiano fra incantesimi fatati per voce e chitarra (Annabel, Stranger, Clay, quest’ultima accompagnata da violini e percussioni nel finale) e struggenti passaggi dove pianoforte e archi fungono da co-protagonisti (Ulla, Alvar, Laurel). Allison stavolta veste un po’ i panni di Hope Sandoval (Drew) e un po’ quelli di Rachel Zeffira (Jo), pure nei rari episodi dove la nostalgia verso il sound di Bristol si fa sentire (Simone e, soprattutto, Thea). DELIZIOSO.

ph Annemarieke Van Drimmelen

Matteo Meda

Ecco un trailer dell’album.

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