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GEORGE MARTIN

L’estate di Sgt.Pepper | La Lepre Edizioni

Se n’è andato un paio di mesi fa. Alla venerabile età di novant’anni, cinque dei quali passati al servizio dei baronetti più popolari della storia del Regno Unito: i Beatles.

Un compunto e serioso maggiordomo? Diciamo piuttosto che George Martin fu una sorta di incarnazione del personaggio disneyano di Archimede Pitagorico, un musicista e produttore artistico così vicino ai Fab Four da meritarsi l’appellativo di “quinto beatle”. Il tipo, insomma, capace di sviluppare le rudimentali tecnologie sonore dell’epoca utilizzando sul momento arnesi semplici e materiali comuni come una matita, un rotolo di nastro adesivo, un po’ di colla o un … pettine!

Quello che incontriamo altresì lungo il minuzioso racconto della realizzazione di uno dei dischi più memorabili del Novecento è il cronista e l’esegeta di quell’avventura epocale, lo scrittore asciutto e allo stesso tempo pungente e ironico che, senza pelosa modestia, ha trasposto sulla carta la fatica, l’ansia, la fierezza, l’entusiasmo e l’euforia che animarono quei cinque mesi di febbrile creatività negli studi di Abbey Road. Un testo prezioso e godibilissimo.

Elio Bussolino                                                                                            

 

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