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ENTOMBED AD

VOIVOD – LORD DYING – MORBID EVILS

DEAD DAWN EUROPEAN TOUR

Londra | The Underworld | 16 Novembre

Il meritato sold-out all’Underworld di Londra raggiunto per questo concerto esclusivo non è stata sicuramente una sorpresa. La combinazione vincente dei famigerati svedesi Entombed AD e dei canadesi Voivod ha attratto una moltitudine di fans non solo anglosassoni ma dal resto d’Europa a conferma che ci sono molti metallers agguerriti che li seguono dove e quando possono. Il primo gruppo di apertura, il trio finlandese di Turku Morbid Evils, è agli esordi nei circuiti live UK: si formano nel 2014 portando avanti un genere molto particolare che va dal doom al death a intermittenza, con spaccati sludge che rompono la dicotomia del sound di base. Pur essendo oscuro e decadente, il loro sound incorpora molti elementi contrastanti che arricchiscono la loro mezz’ora di debutto live in questo palco storico. Il pubblico, anche se non ancora numeroso, appare soddisfatto, pronto a dare il benvenuto alla formazione americana di Portland Lord Dying. Capitanati da Erik Olson, frontman imponente sia come presenza sul palco che come ruggiti, i Lord Dying, con l’uscita del loro secondo album Poisoned Altars uscito nel 2015, si confermano come una delle realtà stelle e strisce più interessanti del decennio, grazie a una miscela esclusiva di sludge dal taglio lento, ricca di evoluzione stilistica e un contesto del tutto particolare. Greed Is Your Horse offre dei cambiamenti di rotta dinamici, perfetti per smuovere l’atmosfera con raffiche di faville e aumenti di temperatura. A Wound Outside Of Time è semplicemente splendida nei suoi paesaggi brumosi e sentieri tormentati. Il loro set è intossicante e potrebbe durare molto più a lungo, a conferma che i Lord Dying sono pronti per un tour da headliner. Arrivato il turno dei canadesi, il sold-out della serata diventa evidente. Alle prime note dell’adrenalinica Inner Combustion, cavallo di battaglia del capolavoro Nothingface uscito nel 1989, il pubblico si lancia in un impeto incontrollabile, unendosi agli attacchi vocali del frontman Denis Bélanger che appare come sempre in forma perfetta. Nonostante le turbolenze intense della sequenza Fall e The Prow il sound magniloquente con l’inconfondibile chitarra di Daniel Mongrain è cristallino, ricco di vibrazioni esilaranti e ritmi ondosi non-stop. Con l’attesissima Voivod in chiusura, il pubblico perde il controllo del tutto, a conferma che il loro set ha conquistato l’ennesima vetta di un meritato successo, mantenuto in ascesa costante in oltre trent’anni di carriera. Un successo clamoroso che non finisce qui: la furia incontenibile degli Entombed AD, in particolare del frontman Lars Göran Petrov, parte in quarta con la bombastica Midas In Reverse e acquista ancora più potenza con il classico Entombed Stranger Aeons, cupo e brutale. Il Nostro si lancia negli attacchi inesorabili di Dead Dawn e Living Dead con crushing di chitarra a manetta e le tradizionali distorsioni impossibili. Le melodie malsane di Wolverine Blues, eseguita teatralmente con abbondanza di torrenti elettrici, confermano che sono in pochi a generare tanta carica estrema come loro.

Fabiola Santini (testo e foto)

 

 

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