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ANAAL NATHRAKH – SIDIOUS – PREMATURE BIRTH

Londra | The Boston Arms | 5 Novembre

 

Hanno spopolato a Damnation sabato scorso e si ripropongono al pubblico londinese che non ha avuto la possibilità di raggiungerli in quel di Leeds. Una delle accoppiate più temute nei circuiti metal Mick Kenney (chitarra/basso/programming) e David Hunt meglio conosciuto come V.I.T.R.I.O.L (voce) non ha certo bisogno di presentazioni: ecco di ritorno i micidiali Anaal Nathrakh, nati nel 1998 con un solo compito, quello di rappresentare l’essenza dell’odio e della violenza. Con ben otto full-lenght alle spalle, l’ultimo, Desideratum, appena uscito, l’obiettivo è stato raggiunto, senza ombra di dubbio. La serata parte con gli inglesi Premature Birth ai quali va dato un meritato dieci e lode per l’atmosfera: candele, incenso e luci soffuse fanno da contorno al loro metal estremo dove le sferzate bombastiche di chitarra si fondono nei vocalizzi potenti e ben calibrati del frontman Dev Gohil. Il loro set accende il pubblico di dovere che dal momento in cui i connazionali Sidious arrivano in palco, è in totale escandescenza. Per i Sidious il 2014 è stato un anno particolarmente importante: l’uscita del loro primo full-lenght, Reveladed In Profound Splendour prodotto da sua eccellenza Russ Russell li ha consacrati come una delle realtà blackened death metal più interessanti del momento. Se l’approccio compositivo alle loro tracce ricche e ricercate ricorda i Dimmu Borgir, per la grandiosità degli arrangiamenti e l’atmosfera epica, live questi giovanissimi londinesi si impongono con la propria forza e personalità. Il frontman Mark Isfeth Antoniades con il suo growling potente e cavernoso conquista il pubblico con una serie di riffing affilati che definiscono l’unicità di questa band destinata agli allori. Il set dei famigerati headliner parte con la sferzata di Acheronta Movebimus, traccia che sembra distruggere ogni riferimento alla realtà in soli tre minuti. Il frotman Dave Hunt si prepara a lato del palco, annunciando con il suo sguardo cupo e intimidatorio che il concerto lascerà un ottimo ricordo, e forse qualche botta e occhio nero per i temerari che non mollano la presa dalla prima linea. Sono sempre cattivi e veloci, come la tradizione Anaal Nathrakh comanda: Unleash e Monstrum in Animo abbondano di ferocia quanto basta per captare l’essenza di Desideratum nella sua alternanza tra oscurità e brutalità. Lo spirito malefico degli Anaal Nathrakh colpisce ancora: il fronman fa salire sul palco un die-hard con tanto di ferita alla testa (nulla di grave), l’esempio della forza incontrollabile della loro musica che live, trova la sua espressione più brutale. Ci sono pochi paragoni in giro, tanto di cappello ancora una volta!

Fabiola Santini            

ph Fabiola Santini

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