Se Dead Club City (2023) è stato costruito attraverso un universo sonoro e visivo ispirato alla disco francese, ai Justice e ai Daft Punk, raggiungendo il primo posto della classifica britannica, la realizzazione di Stray Dogs ha preso una piega nettamente differente, maggiormente fisica, istintiva e imperfetta. Il ritorno al rock diretto delle origini (magari) non sarà un toccasana per le classifiche (?) ma lo è per il livello vibratorio interiore dei membri della band. Tradotto: i Nothing But Thieves tornano a sentirsi a proprio agio, non solo sul palco ma anche in studio.
DCC è un album nato in larga parte davanti al computer, nel quale l’elettronica è uno strumento per raccontare una società attraversata da divisioni, contraddizioni e meccanismi di controllo. Un’esperienza che ha ampliato l’immaginario, ma dalla quale oggi sentono il bisogno di prendere le distanze. Stray Dogs nasce dalla volontà di recuperare la spontaneità del suonare insieme, riducendo il controllo della produzione digitale. Si torna agli Angelic Studios, gli stessi del disco d’esordio! Dominic Craik, per la prima volta, ha curato da solo la produzione, cercando di preservare le imperfezioni (vi ricorda per caso il mood dei Queens of the Stone Age alla realizzazione di Perfecth?) e l’energia delle esecuzioni. Ascoltando Stray Dogs ci si sintonizza sul nuovo equilibrio raggiunto dalla band: un mix di esperienza maturata e l’urgenza degli esordi. Se avete già assaggiato i singoli vi sarete fatti una buona idea di cosa vi aspetta (da oggi) su tutte le piattaforme – e non – a voi congeniali.
Chitarre energiche, voci potenti, ritmo trascinante, rock più pesante. Brani e testi stratificati che trasformano concetti rudi e diretti in musica grezza per stomaci forti, senza inseguire necessariamente nuove formule. Baby Kool (Evelyn) spicca per la sua vena grunge e indie. A Different Kind of Happiness si sposta su una dimensione più intima, costruita su un crescendo emotivo che sfocia in un ritornello epic. <<Una chiamata dal tuo io futuro, una dal tuo passato>> afferma la band, descrivendo quella sensazione di essere perseguitati da entrambe le direzioni, costretti a confrontarsi con la versione di sé che si immaginava di diventare e che non si è mai concretizzata (?). Questione di identità e (nuove) urgenze. (Archive 76) svela un passaggio/intermezzo live che assume toni mistici. AI Jesus dobbiamo considerarla come il nuovo prompt dei Nothing But Thieves!? Pregate di ascoltarla dal vivo. Testosterone hard-rock androgino da sballo. Mentre I Needed You Then, I Need You Now permette alla voce di Conor Mason di spaziare tra sfumature più dolci e graffiate, poggiandosi su un arrangiamento strumentale che si prende il suo tempo prima di esplodere.
Un pezzo che fa stare bene, si lascia andare.
American Confidence unisce le due anime del disco, sfrontatezza e riflessione.
Mentre Dead Club City osservava il mondo attraverso una città immaginaria, il nuovo lavoro sposta lo sguardo verso il branco, le relazioni e le esperienze condivise che uniscono gli outsider. La scelta di celebrare l’uscita con tre concerti in piccoli club di Utrecht, Bruxelles e Londra, dice tutto (vi ricordate l’esordio milanese?). Tutte le 12 tracce di Stray Dogs sono brani totalmente inediti e originali firmati esclusivamente dai Nothing But Thieves. La band ha scelto di non includere collaborazioni esterne per mantenere il disco il più coeso e indipendente possibile. I Nothing But Thieves arriveranno in Italia per un unico appuntamento del “The Stray Dogs Tour”, domenica 24 gennaio 2027 all’Unipol Forum di Milano. Samuel Chamey
NOTHING BUT THIEVES Stray Dogs RCA/Sony Music