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NOTHING BUT THIEVES A MILANO

Nothing But Thieves

27 Febbraio 2024

Fabrique – Milano

C’erano i Nothing But Thieves per la seconda data milanese del tour, una data aggiunta quando i numeri delle vendite hanno superato le aspettative. E infatti li vedi arrivare timidi, si muovono sul palco stupiti, sembra che non abbiamo ancora preso coscienza delle loro scalate in classifica e non abbiano perso l’ingenuità della band di provincia, nonostante un bel po’ di brani nelle hit. Del resto Conor ci tiene dal palco a ricordarlo, che vengono dall’Essex. Non è un caso che sia la stessa desolata landa sulle sponde del Tamigi che ha dato i natali ai Depeche Mode.
Chi conosce quei luoghi anonimi e grigi dell’Inghilterra sa che, a non volersi far prendere dalla noia, bisogna darsi da fare. Allora per fortuna si ascolta buona musica e alla fine si impara anche a suonarla. E pure molto bene. Il loro è un sound pieno, carico di influenze dance e rock. E infatti il Fabrique è una marea che balla e salta.
Aprono con “Welcome to DCC” e accendono i corpi e l’entusiasmo. Di chi? Pubblico con un’età media sorprendentemente alta, se si considera che questi “ladri” hanno poco più di trent’anni. Deve voler dire che le radici rock in cui affondano la loro storia sono solide. Questo album, uscito da quasi un anno, è già stato portato in Italia l’estate scorsa, ma stavolta i fan sono qui solo per loro, e questo fa la differenza, perché il coinvolgimento dal palco è quasi pari a quello della platea. Il biondino Conor parla poco, ma non nasconde l’emozione e la sua voce inconfondibile e potente, un po’ stanca forse dopo le date invernali al freddo europeo, coinvolge e vuole fare cantare tutti. E l’encore arriva con un coro a capella dalla pista sulle note di Impossible. “Milano ha reso possibile l’impossibile”. L’esecuzione è degna di una studio edition, il live è potente e preciso, i suoni sono puliti e fedeli, qualche torcia digitale fa capolino, quando Conor intona Green Eyes, e il Fabrique si riempie di atmosfere romantiche. Eppure Welcome to DCC è un album rock, di che pasta sia fatto è abbastanza chiaro. Ci troviamo dentro un sacco di roba. C’è l’indie di penultima generazione, il brit pop, un po’ di punk, ci sono sonorità alternative, ma c’è anche la storia della musica britannica degli ultimi cinquanta anni. Guardando alla storia artistica della band, nei loro album, quattro dal 2012 ad oggi, ci sono tante altre influenze musicali. Chissà che il loro nome non sia una sottile ammissione di colpa di quanto rubano alla british music per portare fuori questi suoni.
I Nothing But Thieves hanno una loro coerenza stilistica, sono riconoscibili ed identitari, e faranno ancora tanta strada, perché sanno stare sulla scena, mescolare, suonare e cantare e perché sanno parlare ad una generazione di giovani che non sono millennials.
Il tour continua in Spagna, da dove voleranno in Sudamerica per 5 date importanti (Buenos Aires, San Paolo…). Li rivedremo a Milano quest’estate e non stiamo nella pelle!

(Piera Palermo)

Foto di Roberto Finizio

SETLIST
Welcome to DCC
Is everybody going crazy?
Tomorrow is closed
Broken Machine
Real love song
You know me too well
City Haunts
I was just a kid
Sorry
Do you love me yet?
Jam
Unperson
Phobia
Green eyes
Trip Switch
Futureproof
Impossible

ENCORES:

Oh no:: He said what
Amsterdam
Overcome

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