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THE BLACK ANGELS


Roma | Circolo degli Artisti | 30 settembre

Nonostante sia un lunedì il Circolo degli artisti non ha faticato un granché per vedere colma di pubblico la sua ampia sala. La voglia di tornare ad assistere ai live dopo la pausa agosto-primi di settembre, notoriamente fiacchi a livello di concerti, e il nome del protagonista annunciato, ha fatto muovere tante persone in direzione del celebre club.
Infatti sono stati i texani Black Angels, in tour europeo per il lancio del loro quarto disco Indigo Meadow, a carpire così grande entusiasmo.
In apertura si sono esibiti i canadesi Elephant Stone che, a dispetto della provenienza, hanno rivelato un sound e un approcciio molto british pop primi ’90 sulla scia dei Verve, Charlatans, Kula Shaker, con tanto di sitar on stage. La band ha suscitato tenerezza per il suo mix melodico che non ha disdegnato incursioni più rumorose e acide rivelandosi buon preludio alla sostanza fisica degli headliner.
 Questi sono saliti sul palco mentre la sala stava risuonando One of these days dei maestri Pink Floyd, quelli senza Barrett anche se in verità il compianto genio di Cambridge è colui che ispira ogni singola nota e suono del quintetto.
 Mission district, dal secondo Directions To See A Ghost, è stata la partenza scura quanto dinamica che ha dato il via ad un set decisamente speciale in cui hanno trovato spazio le melodie più morbide e comunque graffianti degli ultimi due lavori con le atmosfere più torbide dei primi due dischi del gruppo.
La platea è stata totalmente rapita e i vari volti hanno alternato stati di apparente incoscienza a movimenti di teste quando le sonorità sono diventate più sferzanti e ritmate, con la voce di Alex Maas che si è rivelata come quella di uno sciamano capace di guidare le folle. Effettistica, ritmiche ipnotiche e ripetitive, le chitarre che costantemente hanno disegnato note e riffs degne della migliore scuola psichedelica, hanno conquistato l’anima e il cuore regalando atmosfere oppressive ad altre un cui la tensione è stata lenita con ottime dosi di obliquo e colorato pop barrettiano.
Quando è terminato il concerto in molti hanno strabuzzato gli occhi cercando di capire se erano ancora all’interno di un sogno o se tutto quello era pura realtà, ma assai alterata. Alla fine del viaggio musicale in molti, come dei bambini, hanno desiderato che la giostra continuasse a girare ancora a lungo.

Gianluca Polverari

TRACKLIST:
 Mission district,
Yellow elevator, 
Evil Things,
Guns,
 Entrance,
I hear colors, Indigo Meadow,
Haunting,
Twisted light,
Black grease,
Always maybe, Broken soldier,
Telephone,
 Young men dead,
 Bad vibrations
.

Bis
:You on the run,
Black isn’t black

Black-Angels---Press-4---ok

 

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