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MALINCONIA ELETTRICA
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Live

MALINCONIA ELETTRICA

Morrissey
3 Agosto 2025
Locus Festival – Ostuni (BR)


La città bianca abbraccia il concerto di Morrissey con la sua magica teatralità naturale: la pietra calda che domina la Valle d’Itria, il cielo carico di nostalgia e qualche goccia di pioggia. “Cos’è quella meraviglia laggiù?”, chiede al pubblico l’ex frontman degli Smiths (classe 1959), indicando l’imponente sagoma del paese che domina la scena. È uno dei tanti momenti di sospensione, in cui il tempo sembra dilatarsi attorno alla sua voce ancora piena e struggente. Una voce che non ha perso nulla della sua forza evocativa, capace di insinuarsi tra i vicoli dell’anima come un sussurro di memoria. Lo show si apre con un preludio di immagini e suoni d’epoca, costituito da video a bassissima risoluzione rippati da YouTube: i Ramones, Little Tony con Cuore matto, l’immancabile Rita Pavone dal vivo all’Ed Sullivan Show, Mina, Bowie, gli Stooges, i New York Dolls. È un jukebox personale, che ci invita a entrare nel suo universo fatto di icone, collisioni culturali e malinconia pop. Poi, finalmente, si parte.

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Una band affiatata – con membri provenienti dagli Stati Uniti, dalla Colombia e anche dall’Italia – accompagna con energia e precisione una scaletta densa, alternando classici della carriera solista (Everyday Is Like Sunday, First of the Gang to Die e la commovente Suedehead) a momenti memorabili del repertorio smithsiano, tra cui una Half a Person da applausi e l’iconica How Soon Is Now? che l’eccellente chitarrista Carmen Vandenberg scolpisce con lacerante grazia. Il suono è potente, diretto: Morrissey canta senza in-ear monitor, con sei casse rivolte verso di lui. Una scelta che sa di vecchia scuola, di rock fisico e senza compromessi. Il pubblico c’è, numeroso e visibilmente emozionato. L’età media è alta, con parecchi over 60 in piedi nelle prime file. Già, in piedi. Perché il concerto, inizialmente pensato con posti a sedere numerati, viene presto “reinterpretato” da numerosi spettatori che si riversano sotto il palco. Ne nasce una situazione di stallo: circa quaranta minuti durante i quali la tensione cresce. Chi ha pagato per le prime file si ritrova con la visuale ostruita, mentre gli altri si rifiutano di allontanarsi, nonostante l’intervento degli organizzatori e delle forze dell’ordine.

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Viene da chiedersi: all’estero sarebbe successo lo stesso o avrebbero rispettato la disposizione? In Italia, sicuramente no. E non è una questione di disorganizzazione, quanto di mentalità. Un segno, forse, che il rock – almeno qui da noi – fatica a trovare una forma nuova che sia rispettosa dell’esperienza di tutti, ma anche fedele alla sua natura ribelle e partecipativa. Morrissey, dal canto suo, osserva tutto con l’eleganza distante che lo contraddistingue. Lancia piccole frecciate ironiche (“If you experience depression, the first thing is to pin it to someone else. It worked for me”), canta con intensità costante e lascia che i visual – minimali, statici ma evocativi – parlino con lui. Su Dear God Please Help Me, appare un Cristo con la corona di spine e la scritta: “If the world hates you, know that it has hated me before it hated you”. Tra i volti proiettati anche Pasolini, Sophia Loren, Bruce Lee: santi laici di un immaginario perduto. Quando le luci si riaccendono resta un senso di sospensione, come dopo un sogno vivido. Ostuni, in fondo, è stata la cornice ideale per un artista che da sempre mescola bellezza e disincanto, lirismo e sarcasmo. E anche se ci si muove tra calici di vino bianco e desideri di compostezza un po’ glamour, la verità è che il rock – almeno quello di Moz – continua a toccarci nel profondo.

Gianluca Servetti

Foto di Corrado Iorfida

MALINCONIA ELETTRICA

Setlist
How Soon Is Now?
(The Smiths song)
Suedehead
Alma Matters
Dear God Please Help Me
Istanbul
Jack the Ripper
Everyday Is Like Sunday
Please, Please, Please Let Me Get What I Want
(The Smiths song)
Best Friend on the Payroll
The Loop
Life Is a Pigsty
All the Lazy Dykes
Half a Person
(The Smiths song)
First of the Gang to Die
I Know It’s Over
(The Smiths song)
Let Me Kiss You
I Will See You in Far-Off Places
Encore:
Irish Blood, English Heart

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