Con una carriera in costante crescita e un seguito sempre più esteso, i Ditz stanno emergendo inequivocabilmente come una delle realtà più promettenti della scena musicale contemporanea, fondando le proprie radici nel noise rock di Jesus Lizard e Shellac, intrecciate con il post- punk di Fall, Idles, e Public Image Ltd. Due album all’attivo davvero feroci e incontrollate esibizioni dal vivo hanno fatto crescere a dismisura il loro potenziale. Inevitabile, di conseguenza, salutare con particolare gioia e trepidazione il loro ritorno in Italia a distanza di poco più di un anno dalle apparizioni selvagge a Milano, Catania, e Roma.

(Rope)
Le quattro date italiane targate 2026 (Roma/Firenze/Torino/Bologna) fanno parte di un instancabile programma live di supporto al loro secondo album Never Exhale uscito a gennaio 2025. Questa sera siamo al CPG di Torino, che li accoglie con un benedetto sold out. Il locale è bello, funzionale e perfetto per la loro dimensione. Ad aprire la serata ci pensano i torinesi Rope, band post-hardcore/punk con un nuovo album appena uscito For All The Marbles, su Jungle Noise Record che hanno offerto un set di canzoni, concentrato di energia pura ed emozione, lasciando alle chitarre il compito di fornire la maggior parte della potenza. Durante il loro show un turbine di rumore ha avvolto la sala, nell’attesa spasmodica dei Ditz.
Intorno alle 22,15, arriva il momento della formazione pentagonale di Brighton. Mentre le luci si abbassavano e il brusio della folla si disperde, l’atmosferica e ansiogena V70 comincia a vibrare nell’impianto audio, con i cinque musicisti che appaiono tra un tripudio di applausi. Immediatamente, si lanciano nelle progressioni sincopate di Taxi Man, che permette alla sezione ritmica di esplodere con il basso potente di Caleb Remnant e la batteria diabolica di Sam Evans, mentre le chitarre diaboliche di Anton Mocock e Jack Looker urlano riffs assassini. Cal Francis, il loro vocalist, come previsto, nel ruolo di agitatore impassibile, ruba la scena sin da principio. Con maglietta a fiori, short e Dr Martens, brilla sul palco di una luce sinistra, prima di tuffarsi tra la folla per fare surf. La canzoni si susseguono in un misto di post-punk stridente e minaccioso, disturbi elettronici devianti, scosse percussive e distorsioni laceranti che avvolgono la sala mentre gli inevitabili mosh pit iniziano a scatenarsi.

(Ditz)
Cal on stage, prova a dirigere gli astanti scatenati delle prime file, che si muovono come un ciclone vorticoso al ritmo implacabile della musica, ma ci riesce solo a tratti. Impossibile non rimanere affascinati e coinvolti, seguendo con lo sguardo i movimenti della band on stage, mentre i suoni deflagrano dentro un mix davvero ben congegnato ed assortito dei loro due lp, The Great Regression e Never Exhale. Senza sosta i DITZ continuano a dettare il ritmo per tuttala performance, in un’alternanza orgiastica di anarchia totale e caos sudato grazie alle deflagrazioni di The Body Is A Structure e God On A Speed Dial e solo per un attimo durante come Senor Siniestro ci sembra consentito riprendere fiato. È del tutto evidente che i Ditz amano esibirsi, la loro passione è contagiosa e tutto ciò è percepibile in ogni istante. Hanno suonando per oltre sessanta minuti, non c’è stata tregua nella loro implacabile ricerca di disordine, eccitazione e coinvolgimento, dalle prime note spiazzanti fino alla chiusura carica di delirio feedback, uno spettacolo che ha offerto uno sguardo sull’abisso e che rimarrà a lungo impresso nella mia mente.
Testo di Giancarlo Costamagna
Foto di Loris Brunello
DITZ
Opening: Rope
11 Aprile 2026
CPG – Torino
Rope






















