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Buzzy Lao Anteprima

Il 21 ottobre uscirà “Hula”,  il promettente album d’esordio del giovane cantautore-bluesman Buzzy Lao. Un disco nato tra Londra, Torino e Palermo e prodotto da Fabio Rizzo (già al lavoro con Dimartino, Il Pan del Diavolo, Nicolò Carnesi e molti altri), in cui le sonorità del blues più tradizionale e le ritmiche roots del reggae si fondono con l’intimità e la profondità della canzone d’autore italiana.

 

BUZZY LAO  | Hula  | Inri

Certi personaggi incarnano meglio di altri quell’attitudine capace di attirare l’attenzione e guidare l’ascolto. È una dote rara e sempre più frutto di una serie di combinazioni artificiali costruite con cura scientifica. Buzzy Lao invece è un artista autentico, lo si capisce immediatamente. Una voce graffiante si oppone al suo blues nero trascinante, nel quale si affaccia inevitabilmente qualche rivolo di pop italiano di qualità. Con la mitica Weissenborn sottomano, Buzzy Lao attinge sicuramente a qualcosa dalla tradizione blues che sta tra il primo Ben Harper (e Xavier Rudd) e gli ultimi Black Keys, senza rinunciare a qualche sortita verso un (bel) pop acustico e il reggae. Hula sta per hanno ucciso l’amore, tema che attraversa tutto l’album, unito al desiderio di riscatto, alla voglia di reagire alle vicende avverse. Niente di nuovo, forse, ma è in questo tessuto che nascono le esperienze che segnano la nostra vita. Lo sforzo (e la scelta) di scrivere in italiano, paradossalmente, pare l’unico punto debole di un album musicalmente ricco di suggestioni, suonato benissimo e denso di ottime idee. Molte belle cose da segnalare: il trascinante blues di Credi Di Amare, il succoso tempo in levare di Lacrime d’Amore, la potenza negli accordi di Chiedi Chiedi, la morbida sensibilità che traspare ne Le Luci Della Mia Ombra. Difficile sentire qualcosa del genere in Italia, di questi tempi.  MOLTO PROMETTENTE.

Paolo Dordi

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