Doverosa e acclamata data bolognese al Locomotiv per Umberto Maria Giardini, in tour per presentare il suo ultimo lavoro Olimpo diverso che, come recensito qualche mese fa su Rockerilla, insieme al precedente Mondo e antimondo rappresenta una sorta di summa del suo magistero musicale e poetico, sintesi di tutto quello che c’è stato prima e lucida interpretazione di quella che è l’evoluzione attuale del suo originalissimo dogma autoriale.
introdotto da Mary Bianco, cantautorato colto con sofisticate venature jazz, Giardini e la band che lo accompagna (notevole) regalano un concerto intenso e accorato, con Alba boreale in apertura a stabilire fin da subito il mood del live act, in bilico tra la sua personalissima cifra rock e un intimismo surreale fatto di codici lirici perfetti e rallentate atmosfere oniriche, come dimostrano le ammalianti Paga la vita e Muro contro muro, malinconiche e intense.
Re (la mia preferita) dal vivo acquista una ulteriore brillantezza, Andromeda, dal fascino oscuro e inquietante, travolge ed emoziona. Ma è Frustapopolo, opportunamente messa in chiusura di concerto, con il suo lunghissimo e strepitoso finale strumentale a regalare al pubblico del Locomotiv la misura di un musicista non disponibile a compromessi, arte prodotta senza l’urgenza di dovere compiacere e proprio per questo essenziale e necessaria.
Umberto Maria Giardini
7 Maggio 2026
Locomotiv Club – Bologna
Report di Alessandro Berselli
Foto di Guido De Vincentis