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NOEL GALLAGHER’S HIGH FLYING BIRDS

Council Skies Sour Mash 

Sono del segno dei Gemelli, ho degli up e down, il trucco è trovarsi a metà via e trasformare il tutto in musica. Il dopo Oasis procede spedito per Noel, così come il dopo covid: Best Of e ora ben 11 brani elegiaci dal magico richiamo melodico di un passato importante, da far notare, perché oltretutto Manchester non è proprio una città qualunque e il ritorno alle origini si tinge (anche) di prove orchestrali. Gli archi arrangiati dalla talentuosa Rosei Danvers sono presenti in molti brani e garantiscono una vastità ‘privilegiata’ di cui Noel è ben consapevole: Rosie capisce ciò che faccio. Passare il weekend a registrare gli archi agli Abbey Road! Uno dei grandi privilegi nella vita di un musicista. Suona maestoso. La scorsa estate i NOEL GALLAGHER’S HIGH FLYING BIRDS ce li ricordiamo al Pyramid Stage di Glastonbury per un live clamoroso. Nell’attesa di goderceli ad Assago (08.11.2023) soppesiamo l’importanza di un disco trasognante, sospeso in un autentico sogno ad occhi aperti nel chiedersi ‘come sia possibile essere arrivati così in alto’. Al di là della gratitudine, Council Skies suona come la svolta fantastica di Noel, un tour per i cieli con la sua chitarra a fare da tappeto volante. Songwriting e arrangiamenti classici si distaccano dall’elettronica per fantasticare su ciò che sarebbero potuti essere gli Oasis oggi. L’introspezione è anche figlia dei lockdown forzati e di una situazione familiare delicata, sfociata in una serie di tracce impegnative, affrontate col giusto piglio speranzoso di chi vuole andare oltre. L’onda wave si è allargata a macchia d’olio, contaminando il british-pop tipico dell’indiscusso Re di Manchester. Un nuovo capolavoro si affaccia sul mondo (cambiato) di oggi e Rockerilla giustamente ne celebra l’uscita: 02.06.2023, l’inizio del nuovo Noel. Samuel Chamey

Ph Matt Crockett

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