“Ciao famiglia!” si sente urlare dal palco, ancora in penombra mentre la band si sistema. La voce, chiara e profonda anche senza microfono, è quella di Michele Di Lauro, chitarrista degli Inner Vitriol e riesce a sintetizzare in due parole l’atmosfera di una serata da inserire nell’album dei ricordi più belli di una carriera.
L’Alchemica è la loro casa, il loro quartier generale, dove tutto è nato, cresciuto e rinato grazie alla spinta di un pubblico che ha assunto il ruolo di una famiglia numerosa.
Che si tratti di una serata speciale lo si avverte dall’entusiasmo misto a nervosismo che aleggia nell’aria prima dell’inizio. La coda per l’ingresso e il locale già quasi pieno quando attacca a suonare il primo dei tre opening act, sono sintomi di un successo che va al di là di ogni aspettativa.
Il Release Party di Semper Tacui è intimo, animato da una folla di frequentatori abituali del locale, punto di riferimento del metal sotto le due torri, e da tanti amici della band, a partire dai gruppi coinvolti, tutti bolognesi. Ad aprire le danze è il progressive metal epico dei Tetracode, seguito dagli interessanti Noiseblind, che riescono a fondere in maniera molto personale il sound di fine millennio di Pantera e Lamb of God. Introdurre gli headliner tocca agli Heller Schein, guidati dalla voce teatrale e potente di Francesco Massimiliani, noto anche come membro di Dethon e Blastnest.

Dopo due ore di musica, intervallate solo da brevi cambi palco, arriva il momento dei “festeggiati”, che ci mettono poco a prendersi la scena.
L’inizio, di grande impatto, riprende l’incipit di Semper Tacui in cui l’intro Boned and Dragged si alterna senza soluzione di continuità con l’intensa On a Cold Floor. Andy Kuntz, ospite nel brano, non c’è, ma Gabriele Gozzi ne fa le veci ottimamente, e lo stesso succede in Weaker and Fading, dove tocca sostituire il very special guest Geoff Tate.
Non si tratta, però, soltanto di una semplice presentazione del nuovo album, che segna il definitivo ritorno sotto i riflettori della band felsinea. Lo dimostrano i numerosi brani in scaletta tratti dal precedente Into the Silence I Sink, così come Butterflies e la cover di Impressioni di Settembre della P.F.M., episodi di un passato che, recente o remoto, comincia a pesare. E pesano gli anni di esperienza on stage. Durante la performance, il quartetto mette da parte le emozioni e si mantiene in equilibrio tra potenza, raffinatezza e complessità, mostrando un’impeccabile tecnica al servizio di un grande affiatamento tra i musicisti. Oltre ad essere una “premiere”, quella di Bologna è stata anche la prima e unica data italiana di un tour europeo che ad Aprile toccherà Grecia, Bulgaria, Romania, Turchia, Serbia, Croazia, Slovenia Ungheria, Repubblica Ceca e Germania. L’ennesima riprova di un salto di qualità sempre più evidente. La famiglia, in coro, augura loro buon viaggio.
Setlist:
On a Cold Floor
Slowly She Dies
Waterfall
The Frozen Wind
Weaker and Fading
Butterflies
Encore:
Impressioni di settembre
Endless Spiral
Inner Vitriol
21 Marzo 2026
Alchemica – Bologna
Report di Daniele Follero
Foto di Nicola Gigliotti