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In ricordo di Angelo Contini
In ricordo di Angelo Contini

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In ricordo di Angelo Contini

Il mondo della musica improvvisata e della ricerca sonora perde una figura di riferimento silenziosa ma decisiva: il trombonista Angelo Contini ci ha lasciato, consegnando alla memoria collettiva un percorso artistico che ha attraversato oltre quarant’anni di sperimentazione, libertà espressiva e profonda coerenza.

Contini aveva iniziato a suonare giovanissimo, nella banda del suo paese, e si era poi formato al Conservatorio di Piacenza, costruendo basi tecniche solide che sarebbero diventate il trampolino per una traiettoria del tutto personale. Fin dagli anni Settanta si era avvicinato al jazz e al free jazz, linguaggi che in Italia trovavano allora terreno fertile tra musicisti pronti a mettere in discussione forme e convenzioni. In quel contesto, il suo trombone non fu mai semplice strumento di accompagnamento: divenne voce, materia, racconto.

Nel 1984 pubblicò il suo primo LP, Aspettando i dinosauri, lavoro ancora oggi considerato un punto di riferimento nell’ambito dell’improvvisazione italiana. Da lì in avanti, la sua attività si sviluppò in una fitta rete di collaborazioni, concerti e registrazioni che lo portarono a dialogare con alcune delle personalità più significative della scena d’avanguardia, in Italia e all’estero. Le produzioni per etichette come Amirani Records e Setola di Maiale documentano un percorso ricchissimo, sempre al confine tra scrittura, improvvisazione e ricerca timbrica.

Ridurre Angelo Contini al solo trombone, tuttavia, sarebbe limitante. La sua curiosità lo portò a esplorare strumenti arcaici e poco convenzionali — didgeridoo, corno tibetano, conchiglie, serpentone — utilizzati non come elementi folklorici, ma come chiavi per indagare il rapporto tra suono, percezione e spazio interiore. Le sue performance assumevano spesso un carattere immersivo, quasi meditativo, in cui il pubblico veniva coinvolto in un’esperienza che superava il semplice ascolto musicale.

Chi ha suonato con lui ricorda prima di tutto la sua capacità di ascolto. Contini entrava nella musica degli altri con rispetto, trovava il proprio spazio senza mai invaderlo, e proprio per questo diventava spesso l’asse invisibile attorno a cui tutto prendeva forma. Non cercava il centro della scena, ma il centro del suono.

Apparteneva a quella rara categoria di artisti che non inseguono il successo, ma la coerenza. Che non cercano di stupire, ma di dire qualcosa di necessario. La sua musica non era mai esibizione: era esplorazione, dialogo, presenza.

La sua scomparsa lascia un vuoto profondo nel panorama della musica di ricerca, ma lascia anche una traccia forte e duratura: un modo di intendere il fare musica come atto di libertà, di ascolto e di autenticità. Un’eredità che continuerà a vivere nelle registrazioni, nelle collaborazioni, e soprattutto nella memoria di chi ha avuto il privilegio di condividere con lui un frammento di suono.

DISCOGRAFIA ESSENZIALE

La discografia di Angelo Contini è ampia, con pubblicazioni sia sotto il suo nome che in formazioni collettive e progetti sperimentali. Tra i titoli più rappresentativi si ricordano: 

Pubblicazioni come leader o co-autore

Two’s Days / Tuesdays Amirani Records

Kursk _ Truth in the End  Amirani Records

On War  Amirani Records

No Room For Doubt  Amirani Records

Likeidos  Amirani Records

Prossime Trascendenze – Amirani Records

Live at Novarajazz 2008  registrazione dal vivo documentata

Partecipazioni con etichette di ricerca
Molti lavori di Contini sono presenti nel catalogo della storica etichetta Setola di Maiale (nota per il suo ruolo nella musica d’avanguardia e sperimentale nel mondo) come parte di ensemble e collettivi di improvvisatori:

FONOSEXTANT

UNO

QUATERMASS 1984-1986

UNISSUED 91-92

TAI FEST #1 (Vol.2)

SIDERALE (con Pasquale “Lino” Liguori) 

Questa discografia documenta la sua capacità di attraversare stili e comunità artistiche diverse, in cui l’improvvisazione d’avanguardia e l’ascolto radicale sono sempre stati al centro.


Attività concertistica e performance

Contini è stato un artista da palchi internazionali e contesti non convenzionali. Ha portato la propria musica in luoghi dedicati all’improvvisazione libera e alla ricerca sonora, partecipando a festival, rassegne e performance site-specific, spesso accanto a musicisti come John Russell, Harri Sjöström, Vinny Golia, Radu Malfatti, Ute Wasserman, Gianni Mimmo e molti altri. 

Uno dei live documentati è Live at Novarajazz 2008, testimonianza significativa della sua presenza attiva sulle scene internazionali. 

Oltre ai contesti jazzistici, Contini ha spesso portato la sua musica in spazi interdisciplinari, collaborando in performance multimediali, teatro e danza, scuole e ospedali dove la natura performativa del suono diventava parte integrante dell’esperienza estetica.

Ultime collaborazioni e novità

Negli ultimi anni il suo percorso creativo ha visto una feconda collaborazione con il compositore e sound artist Francesco Paolo Paladino, con cui ha condiviso progetti in cui il trombone dialogava con l’elettronica e l’architettura sonora contemporanea.

Alla sua scomparsa è stato annunciato per imminente pubblicazione il nuovo album Resonances of Light), frutto del lavoro creativo di Contini con Francesco Paolo Paladino e il musicista/compositore Riccardo Sinigaglia. Questo progetto – atteso su etichetta Silentes – si colloca nel solco della musica sperimentale e della sound art, e rappresenta uno degli ultimi e più maturi documenti del suo pensiero sonoro e di improvvisazione. 

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