L’ultima volta che avevano messo piede in Italia, era stato nell’estate del 2023. Al culmine di un trionfale tour mondiale, gli Harakiri for the Sky si erano esibiti al Frantic Fest con una setlist incentrata sull’album Maere e sul recente remake di Aokigahara. Tre anni dopo, la band viennese si ferma nella Penisola per tre date (Roma, Bologna e Milano) in occasione della seconda parte del tour europeo a supporto di Scorched Earth, un album che, pur nella coerenza stilistica che contraddistingue il duo austriaco, segna un ulteriore ampliamento degli orizzonti musicali.
Tocca ai Svnth (si legge “seventh”) scaldare una platea non proprio da grandi eventi (dopo i recenti sold out di Messa e Anna von Hausswolff fa un po’ specie vedere il Locomotiv pieno per metà). E la band romana, subentrata dopo la defezione dei Klimt 1918, lascia un segno visibile con mezz’ora ad alta tensione di post black metal a metà tra Alcest e l’alternative rock più spinto.

Matthias “MS” Sollak e Michael “JJ” Kogler, accompagnati da Thomas Dornig al basso, Marrok alla seconda chitarra e Mischa Bruemmer alla batteria, salgono sul palco alle 22 sulle note di Heal Me, brano di apertura di Scorched Earth. La scaletta corre a zig zag tra l’ultimo album e Arson (Fire, Walk With Me; You Are the Scars) confermando ciò che si dice sull’intensità che la band è capace di mettere in campo nelle performance live. Un’intensità che cresce con i minuti esplodendo in un finale travolgente grazie a Sing for the Rain e la splendida Keep Me Longing, con un’intro che ricalca le melodie degli chansonnier francesi prima di esplodere nella furia dei blast beat. Un vero peccato che i raffinati arrangiamenti di piano e archi si riducano, dal vivo, a suoni pre-registrati. Non tutto il male viene per nuocere, però. Al netto degli orpelli, ne risulta un sound molto più compatto e diretto in cui la chitarra di Sollak, spesso, basta da sola a guidare le parti melodiche.
Con una conclusione così, sarebbe difficile continuare, sebbene settanta minuti siano davvero un po’ pochini per la performance di una band headliner. Nonostante gli applausi provino a convincere la band a salire nuovamente sul palco, quando le luci si accendono e parte la musica di sottofondo, anche il più cocciuto si arrende all’evidenza e si avvia verso l’uscita.
Harakiri for the Sky
27 Febbraio 2026
Locomotiv Club – Bologna
Report di Daniele Follero
Foto di Rudy Filippini














