BOnsai Garden – Bologna
1 Luglio 2025
A cura di Alessandro Berselli
Seconda data del minitour italiano dei Blonde Redhead dopo il concerto milanese al Magnolia, in virtù di un credito di pubblico che, nonostante siano passati più di trent’anni dal loro sorprendente album d’esordio, continuano a capitalizzare in maniera transgenerazionale, vista l’ampio parterre giovanile in quota negli spazi bolognesi del Bonsai.
Ad aprire il live act è Francesca Bono, talentuosa cantautrice alternative, che con un songwriting soffuso in bilico tra atmosfere eteree e pastiche elettronici giocati in solitaria seduce il pubblico con le canzoni del suo primo disco Crumpled Canvas, gioiellino intimista e minimale meritevole di ben più di un’attenzione.
Quando (puntualissimi) Kazu Makino e i fratelli Pace salgono sul palco e partono con Falling Man e Bipolar si intuisce subito quello che sarà il paradigma sonico della performance, più vicino allo shoegaze noise che li ha lungamente caratterizzati rispetto all’ambient diafano dell’ultimo Sit Down For Dinner, al quale comunque viene dedicato ampio spazio. Snowman e Melody Experiment sono ammalianti e sofisticate ma alla fine è il trittico tratto da quel capolavoro che è 23 a evocare le ovazioni più accorate. Dr.Strangeluv, SW, la title track che chiude il concerto prima di un bis nel quale trovano spazio la patinata Rest of Her Life (in medley con Violent Life) e Kiss Her Kiss Her, trascinante epilogo di ottanta minuti di performance in levare che di certo non ha tradito le aspettative dei (numerosi) presenti.