Stupire, spiazzare, incantare. Parole d’ordine quando si tratta di un’artista come Anna von Hausswolff . Ne sa qualcosa il pubblico bolognese, già ipnotizzato dalla musicista svedese quando, nel Novembre del 2021, si è presentata sola all’organo di Santa Maria dei Servi con la versione live dell’ultimo lavoro in studio All Thoughts Fly.
Quasi cinque anni dopo, Anna ritorna a Bologna in una cornice completamente diversa, ma sul palco dimostra di essere a proprio agio esattamente come al lato destro dell’altare.
Versatile, dotata di una consapevolezza musicale difficilmente riscontrabile in ambito popular, che le permette di cambiare con disinvoltura registro, Anna von Hausswolff per alcuni aspetti, e con i dovuti distinguo, ricorda Björk. E come la compositrice islandese è capace di cambiare pelle alle proprie idee pur restando profondamente coerente. Al Locomotiv, così come nell’album Iconoclasts, si mette letteralmente alle spalle l’organo. Ne resta, dietro di lei, una versione in miniatura, di cui si serve solo sporadicamente, quando non è impegnata alle tastiere o a interagire con il pubblico a bordo palco, da vera rockstar.

Al centro della scena c’è il sax di Otis Sandsjö, special guest e presenza fondamentale nelle dinamiche sia ritmiche che melodiche dell’ensemble. Già, perchè questa volta la von Hausswolff è nell’ ottima compagnia di una formazione a sei elementi che include basso, batteria synth, sax, chitarra e tastiere, un organico molto “rock”, che ricalca le scelte stilistiche di Iconoclasts, su cui si basa quasi interamente la scaletta. Una setlist che lascia spazio al passato solo in occasione di due incursioni nell’album Ceremony (The Mysterious Vanishing of Electra e Ugly and Vengeful) e della sentita dedica, con Funeral for My Children, ai fan della prima ora. E ce ne sono tanti, in una sala strapiena che registra l’ennesimo sold out del piccolo club bolognese.
Anticipata dalle suggestive sonorità dark ambient di Offermose, la band sale sul palco poco dopo le 21,30 e offre al pubblico una performance di quasi due ore in cui brani lunghi e intensi (Iconoclasts, Ugly and Vengeful, Struggle with the Beast, An Ocean of Time) si alternano a episodi più intimi e diretti come la ballad The Whole Woman (nella versione in studio cantata insieme a Iggy Pop) o la sognante Facing Atlas. A fare da collante ai diversi momenti emozionali che attraversa lo show, la voce della von Hausswolff si impone con il suo registro acuto e il timbro sottile, capace di essere dolce, ma anche tagliente. Quando si chiude il sipario (sì, un vero e proprio siparietto rosso), sulle note di Rising Legends, si ha la sensazione di aver assistito a qualcosa di importante, di aver avuto di fronte, ancora una volta, un’artista capace di innovare, di trasformarsi ogni volta, lasciando dietro di sé tanti elementi di riflessione e una certezza: Anna von Hausswolff continuerà a far parlare di sé. Noi la stiamo già aspettando.
Setlist:
Consensual Neglect
Facing Atlas
The Mouth
The Whole Woman
The Iconoclast
An Ocean of Time
The Mysterious Vanishing of Electra
Stardust
Aging Young Women
Ugly and Vengeful
Encore:
Funeral for My Future Children
Struggle with the Beast
Anna Von Hausswolff
12 Febbraio 2026
Locomotiv Club – Bologna
Report di Daniele Follero
Foto di Rudy Filippini














