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Woodstock: Mother of all Festivals


Investito di un sovraeccitato romanticismo, usato dai media (del tempo) per sottolineare le bizzarrie dei capelloni (come li chiamavano qui da noi), il festival di Woodstock ha segnato sin dalla sua genesi storica quello che le menti più acute superstiti del tempo avevano già intravisto: i businessmen dai colletti bianchi e dagli abiti blu impossessarsi dell’ingenuo sogno della controcultura americana e trasformarlo in un business come tanti altri.

I raduni musicali avevano già una breve storia: Monterey Pop Festival nel 1967 il più famoso, ma a Frisco già a gennaio di quell’anno si videro raduni come il Human Be In, nel 1968 il primo Newport Pop Festival, poi in ottobre il San Francisco International Pop Festival, solo per citarne alcuni. Ma il potenziale dei raduni cresceva nonostante le prime disillusioni fossero sotto gli occhi di tutti. La musica alla fine degli anni ’60 aveva un potenziale incredibile. Era un manifesto, un segno di appartenenza. I giovani si sentivano rappresentati dai musicisti e cantanti che a loro volta rappresentavano le istanze del movementsu Rockerilla di Settembre ve ne parliamo approfonditamente (16 pagine) con aneddoti e retroscena.

SLEATER – KINNEY

SLIPKNOT

GIGI MASIN & JONNY NASH

BELLE AND SEBASTIAN

THE MEMBRANES

MARIKA HACKMAN

GEA FERRARIS

FRANK ZAPPA

STEREOLAB

e centinaia di recensioni tra cui

!!!, ALESSANDRO CORTINI, ALEXANDER TUCKER, BASTILLE, BILL RYDER-JONES, BON IVER, CHELSEA WOLFE, DEVENDRA BANHART, DOMINIK EULBERG, EFTERKLANG, EZRA FURMAN, FRACO BATTIATO, GIANT SAND,GINEVRA DI MARCO & CRISTINA DONÀ, IGGY POP, KING GIZZARD & THE LIZARD WIZARD, KLONE, MARLENE KUNTZ, MIKE PATTON AND JEAN-CLAUDE VANNIER, MODERN NATURE, MUDHONEY, RYAN PORTER, SANDRO PERRI, SEQUOYAH MURRAY, STEVE ROACH, TARJA,TY SEGALL, UFOMAMMUT…

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