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Sólstafir – Myrkur

Londra | 17 Novembre | Heaven

Di ritorno nella capitale, dopo aver dato un assaggio del materiale tratto dal loro ultimo album Berdreyminn suonando live all’Old Blue Last lo scorso giugno (http://www.rockerilla.com/solstafir-2/), gli islandesi Sólstafir ritornano nella capitale accompagnati dai connazionali Árstíðir e da Myrkur, la band danese del momento. Gli Árstíðir fanno un lavoro di apripista eccellente, con il loro set acustico, accentuato da un lavoro alle tastiere decisamente singolare, ricco di venature intossicanti e vocalizzi profondi che richiamano l’attenzione del pubblico unanimemente. Sono in pochi, in effetti, a rimanere indifferenti a questo puro oblio emotivo, gli Árstíðir sono da assaporare appieno senza distrazioni, immergendosi nel loro cosmo celestiale. La band che segue non ha bisogno di presentazioni: anche per Amalie Bruun, in arte Myrkur, lo show londinese è il primo del tour a supporto del secondo album stellare, Mareridt uscito il 15 settembre. Dopo aver spopolato all’ultima edizione del noto festival made in UK Damnation (http://www.rockerilla.com/damnation-festival-17/), la band si ripropone al pubblico anglosassone con un concerto superbo, che parte con la magica intro e title track di Mareridt: la voce della frontwoman colpisce per la perfezione assoluta, innalzando lo spirito dei presenti che appaiono letteralmente incantati. Il set si evolve tra i sentieri sensuali di The Serpent, dove i ritmi si accendono e si trasformano in percorsi più intricati e oscuri, culminando nella maligna Elleskudt, dove la Nostra si esibisce alla chitarra con maestria e passione incandescente. Le luci offuscate creano l’ambience perfetta per la chiusura in grande stile, arrivata purtroppo troppo in fretta, con un solo di Amalie che riempie il locale di vibrazioni penetranti che verranno sicuramente ricordate. I Sólstafir sono di casa nel Regno Unito, soprattutto a Londra, dove attirano sempre una folla visibilmente dedicata: i “cowboys dello spazio”, dopo l’intro divina di Silfu, partono con i ritmi trascinati della splendida Otta eseguita con una maestria unica, soprattutto a livello di riff, concatenati con esemplarità dal frontman Aðalbjörn Tryggvason. La sequenza Fjala e Hula anticipa il termine di un set che, ancora una volta, conferma i Sólstafir come una band imperdibile: ogni loro concerto genera un vero entusiasmo collettivo. La chiusura con la magica Goddess Of The Ages conclude una serata indimenticabile, con tre gruppi che, insieme, hanno creato una serata esclusiva.

Fabiola Santini (testo e foto)

 

 

 

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