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SCORPION CHILD

Londra | The Borderline | 30 ottobre

In arrivo dalla loro città natale, Austin (TX) gli americani Scorpion Child sbarcano nel Regno Unito con una serie di concerti live a supporto del loro ultimo album, Acid Roulette. Per la data di Londra la scelta della venue non poteva essere più azzeccata: lo storico Borderline, uno dei locali leggendari della capitale che ha resistito allo smantellamento di Soho degli ultimi dieci anni, che ha visto la demolizione di due venue altrettanto storiche quali l’Astoria e il Marquee, ha l’atmosfera giusta. Pur non registrando il sold-out, il concerto di questa sera attira un buon numero di presenti già con la prima band in programma, gli inglesi The Bad Flowers. Il trio si conferma all’altezza del ruolo di apripista, con sonorità rock classicheggianti ricche di elementi blues trascinati e sensuali. Il batterista Karl Selickis si fa notare per il suo drumming particolarmente bellicoso mentre il frontman e chitarrista Tom Leighton si esibisce in una serie di riff e assoli intrecciati tra loro magnificamente.

La loro mezz’ora abbondante di gloria è il preludio perfetto per la seconda band in programma: si tratta del trio capitanato da Jared James Nichols che già si era fatto notare come band di supporto all’ultimo concerto londinese di Zakk Wylde (http://www.rockerilla.com/zakk-wylde/). Il nostro dimostra di avere acquisito ancora più consapevolezza dei propri mezzi sotto tutti i punti di vista: dalla notevole presenza scenica alle doti chitarristiche che non passano inosservate. Le atmosfere rock anni settanta sono interrotte a tratti da accelerazioni e scosse più heavy che il pubblico dimostra di apprezzare particolarmente.

Per gli Scorpion Child, il palco è una seconda casa: la band è ormai un’entità live solida e compatta e sin dal loro posizionamento a più riprese sul palco si può intuire un concerto eclatante. Tra i sentieri rockeggianti di She Sings I Kill e di Acid Roulette – la title-track del loro ultimo opus – le loro sonorità si evolvono in meandri ben strutturati, sia dai vocalizzi intensi e marcati del frontman Aryn Jonathan Black che dagli attacchi di chitarra di Christopher Jay Cowart e del grande lavoro alle tastiere di Aaron John “AJ” Vincent. 

Testo e foto Fabiola Santini

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