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MARIANNE FAITHFULL

Presentato al Torino Film Festival il documentario della regista Sandrine Bonnaire

È stato presentato al 35esimo Torino Film Festival, in corso fino al 2 dicembre, il documentario Faithfull, diretto dalla regista francese Sandrine Bonnaire, dedicato alla figura di Marianne Faithfull, icona degli anni Sessanta, attrice e cantante, ancora in attività all’età di oltre 70 anni, compiuti nel dicembre 2016.

La carriera di Marianne comincia per caso, a metà anni ’60, quando partecipa a una festa a Londra alla quale è presente anche Andrew Loog Oldham, manager dei Rolling Stones che la nota, ritenendo abbia un volto che potrebbe piacere al pubblico, e intravede per lei una carriera come cantante, alla quale viene presto avviata dall’abile manager. Uno dei primi brani a renderla famosa è As Tears Go By, scritta per lei proprio dalla triade Jagger-Richards-Oldham, poi ripreso anche dagli Stones.

Nel documentario la Bonnaire racconta la vita di Marianne Faithfull alternando scene del passato a scene attuali, ma partendo comunque dal presente, da un confronto con Marianne su alcuni momenti della sua vita, sui quali si confessa, anche piuttosto intimamente, con la regista e con il pubblico. La cantante avverte subito che non vuole un documentario solo su di sé, ma vuole che si parli delle persone che hanno fatto parte della sua vita, soprattutto nel passato. E queste persone ci sono nel film a cominciare innanzitutto da Mick Jagger, con il quale ha avuto una relazione durata alcuni anni, dopo aver lasciato il marito John Dunbar, dal quale aveva da poco avuto un figlio. Con Jagger rimarrà di nuovo incinta ma perderà il bambino e questo sarà un duro colpo per entrambi. La perdita del figlio, insieme alla vita eccessiva e sempre sotto i riflettori che la coppia conduceva, diventeranno a un certo punto troppo pesanti per lei – rivela nel documentario – e la indurranno a decidere di lasciare Mick nel 1970. Sono per lei anni intensissimi, in cui accade tutto molto velocemente. Il documentario infatti comincia con Marianne che, in un’intervista dell’epoca, dice: ‘ho vent’anni e sono stanchissima’. Alla fine degli anni ’60 è facile preda della tossicodipendenza da eroina, con la quale dovrà convivere per molto tempo, ritrovandosi persino a vivere in strada.

Di questo periodo oggi non parla molto volentieri.

Ma sono anni che segnano anche l’inizio della sua carriera come autrice. Con Mick ha imparato a scrivere canzoni, a cominciare dal brano Sister Morphine, di cui Mick ha scritto la musica e lei le parole, uscito come singolo nel 1969. Ma la società di allora non era pronta per una ragazza così indipendente e anticonformista. Marianne ricorda che quando uscì il 45 giri di Sister Morphine fu uno scandalo, il disco rimase sul mercato solo tre giorni e poi fu ritirato a causa dei riferimenti alla droga nel titolo, mentre quando, qualche anno dopo, fu pubblicato dagli Stones nell’album Sticky Fingers non ci furono quelle reazioni. Marianne si era creata la fama di ragazza ribelle per vari episodi, come la festa a casa di Keith Richards, dove fu trovata dalla polizia nuda sotto una coperta di pelliccia, e poi con la partecipazione nel 1968 a un film di culto come The Girl on a Motorcycle (uscito in Italia con il titolo di Nuda sotto la pelle) insieme ad Alain Delon.

I tempi della ragazza ribelle sono lontani, con il passare degli anni la vita le ha insegnato che l’unica cosa importante è l’amore, per la famiglia, per gli amici, e per la sua band attuale con la quale condivide bei momenti. Ed è proprio il batterista del suo attuale gruppo a sintetizzare in una frase la storia di Marianne Faithfull: “Marianne è il punto di contatto con la musica degli ultimi cinquant’anni.”

Una lunga storia che il documentario di Sandrine Bonnaire mette sullo schermo in maniera garbata e intrigante.

Rossana Morriello

 

35esimo Torino Film Festival

24 novembre – 2 dicembre

http://www.torinofilmfest.org/

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