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KILLING JOKE

Terrore contro terrore

Eccezion fatta per il doppio antologico, The Singles Collection: 1979-2012 (Giugno 2013), puntualmente segnalato su queste pagine, l’ultimo aggiornamento, da parte di chi scrive, sull’operato dei Killing Joke ebbe luogo in occasione dell’uscita di Absolute Dissent (Settembre 2010). Oltre a costituire il primo tassello di un trittico dinamitardo proseguito in MMXII e completato nell’odierno Pylon, la vera peculiarità di quel capitolo era rivestita dalla presenza della formazione originaria ricompattatasi a distanza di anni come ai tempi di Wardance. Questo accadeva dopo una trafila di rimpiazzi e rimpasti d’organico conseguenti alle dipartite di membri fondatori quali Paul Ferguson (batteria) e Martin “Youth” Glover (basso), situazione che ebbe a procrastinarsi sino alla morte dell’ultimo bassista in carica Paul Raven (20 Ottobre 2007). L’estremo saluto all’amico scomparso fu l’antefatto che preluse alla decisione di una reunion a tutti gli effetti, frutto di una decisione unanime non avulsa da sentiti momenti di riflessione sul tema della fragilità della vita, troppo caduca per indugiare sulle opportunità che essa offre nel breve arco temporale concesso. Killing Joke era ed è la loro creatura eletta, il frutto di una passione condivisa e progetto di primaria importanza nelle rispettive esistenze artistiche. Scattarono così le premesse per un nuovo inizio che conobbe la sua consacrazione in Absolute Dissent, non una semplice rimpatriata per inguaribili nostalgici, ma la restaurazione di una forza compatta pronta a misurarsi sul fronte di una rinnovata volontà d’intenti, vitale e temeraria come ai tempi d’oro, ma con una mole di esperienze accumulate su spalle solide e combattive. Tanto da inneggiare alla rivoluzione integrale, all’espediente del dissenso assoluto, alla presa di posizione contro la folle barbarie del potere costituito.

«Dissenso assoluto / Non voglio cedere / mi oppongo all’acqua velenosa / respingo l’aria velenosa / denuncio i corpi intossicati / rifiuto la complicità / rifiuto questo pianeta carcere / respingo e offendo / aborro la militarizzazione dello spazio – i piani di genocidio / Da Jeckle Island a Chemtrails / Controllo non eletto / Io rifiuto questo pianeta avvelenato» (Absolute Dissent).

Nel 2012 lo scherzo riapre le danze in MMXII, logica evoluzione di un ritrovato entusiasmo nel dar fuoco alle polveri del proprio attivismo ideologico sulle barricate della musica. La formula è collaudata ma non esita a stupire quando sferra assalti di cotanto livore nichilista e paventa apocalissi cosmiche in potenza. Libertà di coscienza e disobbedienza civile: arte e azione. Le apologie frontali non si contano più e neppure i bollettini d’allarme ivi snocciolati. Gli ultimi ci giungono sull’onda d’urto di Pylon, titolo-emblema assurto ad impianto accusatorio contro le aberrazioni del nostro tempo, come le orribili torri GWEN riferite dal nostro interlocutore in sede d’intervista. Un altro attacco alla gola delle politiche criminogene per il controllo delle tecnologie avanzate, dei territori nazionali e della mente umana, per la dominazione sulle masse e sul mondo intero. Questo ed altri spunti narrativi sono oggetto di una reprimenda urlata fuori dai denti, proclami la cui apodittica è un torrente in piena di accenti tanto caustici e perentori quanto gli orrori istituzionali mandati alla sbarra. A sostenere le appassionate arringhe canore di Jaz Coleman è l’urlo corale delle artiglierie che infuriano colpo su colpo, alimentate dalle raffiche micidiali di Geordie alla chitarra così come dai panzer della postazione basso-batteria occupata da Youth e Ferguson. Vera compagine di idee-forza in movimento. L’ultima chiamata a raccolta – “Gathering” – nel nome della ribellione collettiva. ALDO CHIMENTI

Su Rockerilla 422 Ottobre l’intervista di MYSTERY FLAME e la recensione di Pylon (in uscita il 23 Ottobre) di ALDO CHIMENTI.

Il numero di Ottobre contiene i qr-code per accedere gratuitamente (tramite smartphone) ai seguenti contenuti audio:

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