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INSOMNIUMINSOMNIUM

INSOMNIUM

One For Sorrow

Century Media


Le utopie sono spesso il principio della realtà: One For Sorrow, quinto album per i finlandesi Insomnium, invade il presente privo di fantasmi e di dogmi. Ricco di una conquistata superiorità, One For Sorrow si evolve in un’avventura evocativa con un profondo senso di malinconia che invade le anime angosciate. L’inizio, forse troppo volutamente lento e apatico con Inertia e Through The Shadows, lascia un senso di titubanza che scompare fulmineamente con Song Of The Blackest Bird e Only One Who Waits: il frontman e bassista Niilo Sevänen diventa implacabile e l’album spicca finalmente il volo. Categorizzare gli Insomnium nella nicchia del death metal vorrebbe dire circoscriverli, il loro genere si espande verso altri territori, richiamando brillantemente i vicini di casa Amon Amart (Unsung e Regain The Fire) con melodie ricche di forza e strutture arcane. Gli Insomnium compensano la mancanza di velocità costante con la presenza di intensità, amalgamando il loro messaggio in un contesto interiore: l’incantevole title-track in chiusura evoca un passato sofferto (I am the last, the one who holds on past), scuotendo la barriera di ferro dello sconforto più profondo e oscuro. Un album molto emotivo, sarà un’esperienza vederli live all’Underworld di Londra il 15 novembre con Before The Dawn e My Grain a supporto: una serata per riflettere, spaziare nei sentimenti e gettarsi nel mosh pit al momento giusto.

 Fabiola Santini