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FIONN REGAN

 

100 Acres Of Sycamore    

Heavenly                                         

[soundcloud]http://soundcloud.com/heavenlyrecordings/hvnlp88-fionn-regan-100-acres[/soundcloud]

I fondamentalisti del folk che avevano contestato la sterzata elettrica impressa alle canzoni di “The Shadow Of An Empire” (proprio come accadde a suo tempo per Bob Dylan) avranno più di un motivo per essere soddisfatti del nuovo album di Fionn Regan e della sua decisione di “riportare tutto a casa”, di ripiegare cioè sui suoni acustici di “The End Of History, il suo acclamato esordio di cinque anni fa.

L’inversione di rotta, pur presentando elementi di novità tutt’altro che marginali, appare netta e inequivocabile fin dalla ballata che apre e intitola il terzo capitolo discografico del giovane cantautore irlandese.

“100 Acres Of Sycamore” è infatti tutto tranne che un album improntato al rigore e alla frugalità del folk delle origini. Diremmo anzi che Regan interpreta il concetto di sobrietà in una chiave che più ricercata non potrebbe apparire, ossia con un gusto per l’ornato così delicato, esplicito e insistito da poter persino distrarre l’attenzione dalla ben nota forbitezza melodica della sua scrittura e dalle non meno sublimi qualità della sua voce.

Parliamo della mirabile lievità e della parsimoniosa efficacia con le quali Regan vi dispone intorno pianoforte, archi e percussioni, della ricchezza di sfumature che gli arrangiamenti danno a “Sow Made Bitch Vixen”, “The Horses Are Asleep”, “The Lake District”, “For A Nightingale”.

Di quanto basta e avanza, insomma, per confermarlo ai vertici assoluti della scena cantautorale contemporanea.

Elio Bussolino

Su Rockerilla di ottobre l’articolo su Fionn Regan di Giancarlo Susanna.