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Anthrax

Londra | 10 febbraio | O2 Forum 

Gli Anthrax sono annoverati tra i “Big Four (con i Metallica, Slayer e Megadeth) e hanno raggiunto lo status di band leggendaria non solo grazie a una discografia maestosa ma anche alla costante presenza nei circuiti live internazionali con tour da capogiro. Dopo il successo all’ultima edizione del 70000 Tons Of Metal (http://www.rockerilla.com/70000-tons-of-metal-2/) tenutosi dal 2 al 6 febbraio tra la Florida e Haiti a bordo della Independence Of The Sea, gli Anthrax si lanciano nuovamente all’attacco dell’Europa con un tour massiccio per commemorare il trentennale del loro Among The Leaving. Ogni concerto è diviso in due sezioni, la prima dedicata a una scaletta scelta interamente dai fan tramite social che comprende anche brani dal loro ultimo album, For All Kings uscito l’anno scorso, la seconda improntata sulle nove tracce di uno degli album che li ha scaraventati sulle vette più ambite del metal. Per gli Anthrax gli anni sembrano non passare mai: Among The Living è un disco ancora attuale a conferma che i meritati sold-out di concerti come questo sono frutto della loro passione che li consente di presentarsi ai fan la stessa carica adrenalinica degli esordi. Le aspettative sono elevate e il risultato finale di questa serata memorabile le supera decisamente, con un unico neo: la band di apertura. Gli inglesi The Raven Age suonano un metal melodico troppo mieloso per i presenti che appaiono annoiati già alla terza traccia. La band non incita al consueto moshpit che ai concerti degli Anthrax è la norma: il frontman, nonostante dimostri di avere doti canore, sembra voler creare un atmosfera troppo affievolita e contenuta, al contrario del fuoco e delle fiamme che gli headliner provocheranno dopo la fine sofferta di questo set. Sulle note di A.I.R. Il bassista Frank Bello e il chitarrista Scott Ian si lanciano alla conquista delle folla letteralmente impazzita, risvegliata dal torpore di un inizio deludente. Il frontman Joey Belladonna si butta a capofitto in una versione stellare della mitica Madhouse e si perde il conto delle persone che si lanciano oltre la barriera nel tentativo di abbracciarlo. Le raffiche di Evil Twin e di Be All, End All sono uniche: dopo una breve pausa di recupero, la seconda parte del concerto esplode con Caught In A Mosh. I duetti tra il chitarrista Scott Ian e il bassista Frank Bello sono il punto di forza della sequenza I Am The Law e Efilnikufesin (N.F.L.). Belladonna sembra conoscere il pubblico di questa sera da sempre, tanto è il calore che dimostra nei loro confronti, lanciando sguardi e sorrisi incandescenti, avvicinando il microfono alla barriera per consentire ai più temerari delle prime file di unirsi a lui negli attacchi dinamitardi di Indians e One World. Le luci sono perfette, calibrate dall’inizio alla fine. Anche Jonathan Donais, ultimo arrivato in formazione, si lascia andare in giravolte strepitose sulle vibrazioni incontrollabili di Imitation Of Life. Come sia in grado Charlie Benante di mantenere un drumming così portentoso per tutta la durata dei due set senza cedimenti è un mistero. È il fuoco indomabile degli Anthrax, che a distanza di trent’anni li mantiene ancora dei ragazzini con tanta voglia di suonare. Semplicemente grandiosi! Da non perdere al Live Club di Milano il 14 marzo.

Fabiola Santini (testo e foto)

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