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ALICE IN CHAINS + GHOST

Londra | Alexandra Palace | 9 Novembre

 

Una combinazione live vincente quella degli americani Alice In Chains e degli svedesi Ghost: i due gruppi si sono rivelati senza ombra di dubbio tra i migliori al Download Festival edizione 2013 e la performance indimenticabile di questo live li riconferma come tali. Il locale che ospita la data londinese di questo tour esclusivo, attesissimo non solo dalla miriade di fans locali ma anche da rockers e metalheads provenienti dal resto dell’Europa (si riconoscono molti italiani e spagnoli tra la folla animata) è situata nel cuore del nord di Londra. Alexandra Palace, chiamata anche “Ally Pally”, è circondata da rigogliose colline e da una vista mozzafiato sulla capitale: sin dalle prime ore del pomeriggio, l’atmosfera è carica di elettricità e di magia. Sono in molti ad arrivare con largo anticipo, la tentazione di godersi l’attesa con un paio di sane birre locali al pub della venue è forte. La serata parte con il rock anni settanta dei Walking Papers, progetto di Mr. Duff McKagan (Velvet Revolver, ex Guns N’Roses): lo show scorre piacevolmente, ma non abbastanza da generare l’entusiasmo collettivo, le tracce sono ripetitive e un po’ prive di emozioni. D’altronde preparare il terreno per una band come i Ghost non deve essere cosa facile, attirare l’attenzione di un pubblico che sa esattamente cosa aspettarsi è quasi una missione impossibile. Per i Nameless Ghouls  guidati da sua eccellenza Papa Emeritus II il 2013  passerà alla storia come un anno senza precedenti. Il secondo album della band, Infestissumam uscito lo scorso aprile è indubbiamente una delle migliori uscite dell’anno. Dal vivo i Ghost hanno ben pochi rivali: il rituale dell’arrivo in palco dei Nameless Ghouls viene accompagnato dall’esplosione del pubblico; il conclave è riunita:  ecco che arriva Papa Emeritus II. L’inizio del set con Infestissumam accenda la miccia! La serata prende quota con il loro sound carico di strutture portanti tipicamente heavy metal che si intensificano traccia dopo traccia. If You Have Ghost, cover di Roky Erickson eseguita brillantemente e Ritual sono colme di vocalizzi eterei e di colate laviche di riffing che assalgono i sensi. Perfezione totale. Seguono i grandi Alice In Chains. Gli anni passano, ma non per loro: la folla si scatena subito con la mitica Them Bones che da sempre incarna lo spirito della band al meglio, riportandoci agli anni del capolavoro Dirt. Jerry Cantrell, il chitarrista della band in versione 2013 con i capelli corti e la perenne aria sognante,  trasmette le stesse sensazioni di allora con la splendida Dam That River, arricchita dal  suo signature riffing tecnico, inconfondibile, definito da passaggi che vanno oltre la perfezione. La voce di William DuVall raggiunge l’apice nella sognante Hollow, tratta dall’ultimo album The Devil Put Dinosaurs Here. La sequenza grandiosa di Would?  e Rooster  in chiusura rende il loro set per ancora una volta, davvero speciale. Sono unici. Alice In Chains e Ghost: l’evento dell’anno.

Fabiola Santini

Ph: Fabiola Santini

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