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MARDUK – BELPHEGOR

Londra | The Underworld | 26 febbraio 

Dopo aver conquistato l’Australia e il Giappone all’inizio dell’anno, gli svedesi Marduk partono alla riscossa come lupi affamati, per fare razzia in tutta Europa attraverso il nuovo tour, Frontschwein 2015. Nel corso delle ultime tre decadi i Marduk hanno conquistato le platee di tutto il globo con i loro show d’impatto e questa data londinese ne da conferma: tra le tre band di supporto spiccano gli inglesi Etheral, nuovo acquisto in casa Candlelight Records. La band, originaria di Liverpool e in tour a supporto di Opus Aethereum, si distingue per le doti del frontman Naut, super carico di energia. Il loro sound, ricco di riff tecnici lanciati alla velocità della luce, abbonda di attacchi sinfonici che ricordano i Dimmu Borgir non tanto per sonorità quanto per magnificenza. Il palco dell’Underworld appare troppo piccolo per questa band che conferma di essere pronta ad esprimersi live in spazi decisamente più ampi. Il gruppo che segue, i francesi Bliss Of Flesh, passano inosservati: il paragone con i predecessori non regge. Ci pensano gli austriaci Belphegor a riportare le temperature a valori incandescenti. L’arrivo sul palco del frontman Helmuth Lehner viene seguito da un’ esplosione di isteria collettiva: la band, in tour a supporto del loro ultimo album Conjuring The Dead, manca da troppo tempo dalla capitale, e si vede. Sulle note delle maligne Feast Upon The Dead e In Blood – Devour This Sanctity distorte all’inverosimile, l’atmosfera diventa elettrizzante. I ringhi cavernosi del frontman, la sua aggressione grezza e brutale abbondano nella minacciosa Gasmask Terror tratta dall’ultimo album. Il set si evolve sui percorsi tempestosi di Conjuring The Dead di impatto massiccio e virulento: i Belphegor hanno in questa occasione una delle loro prove live migliori. Per i Marduk, l’Underworld è come una seconda casa. La potenza del sound è unica: una volta posizionati sul palco come uno squadrone pronto per scagliarsi contro il nemico, partono le note della traccia di apertura del loro ultimo album. E ci si sente nel mezzo di una guerra senza fine, dove le raffiche di riff del chitarrista Morgan “Evil” Steinmeyer Håkansson e le rullate di blast-beat del batterista Fredrik Widigs sono artiglieria pesante. I vocalizzi del frontman Daniel “Mortuus” Rostén raggiungono l’apice nella traccia The Blonde Beast e nel loro classico Burn My Coffin. La sequenza dura e estrema all’ennesima potenza di Sulphur Souls e Afrika ricche di clima tenebroso, confermano il talento di questi quattro musicisti. I Marduk approderanno in Italia in questi giorni: Torino (Cafe Liber, 06/03/15) e Brescia (Circolo Colony, 07/03/15): da non perdere. Imperdibile è anche la loro performance al noto festival metal Brutal Assault (http://brutalassault.cz, 05-08 agosto).

Fabiola Santini

Ph Fabiola Santini

 

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